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WINE BAR SOLCI'S - MILANO

I SOLCI... DALLA STORIA DEL VINO AL WINE BAR

Dopo alcuni anni di impegno, attraverso difficoltà burocratiche e...un ricorso al Tar, I Solci, Principi di Milano per quanto riguarda il vino, e la storia dell’enoteca, sono riusciti a realizzare il loro ultimo sogno. E’ stato difficile diventare titolari di una licenza nel settore dei pubblici esercizi.

La caparbietà e la voglia di non mollare, alla fine i tre fratelli Solci, Felice Angelo e Piero, figli di Cesare che nel 1938 iniziò la storica attività milanese ‘Solci 1938’, super premiata e meta di gratificazioni sensoriali a tutto campo per i raffinati gourmet di Milano e del resto della Penisola.

All’inizio di quest’anno, vincendo una sfida anche con se stessi, hanno aperto i battenti di un locale, sempre in via Morosini inaugurando un wine bar a fianco della rivendita ultra specializzata di vini e di altre specialità alimentari e del beverage, oltre che di accessori e prodotti alimentari di classe.

Da una precisa idea di Piero (la gestione è affidata a sua figlia Beatrice), tutta la famiglia era convinta, che fosse giunto il momento di trovare una nuova formula, per rispondere alle mutate esigenze dei clienti, e dei nuovi consumatori.

Ai Solci era apparso datato, il modo di proporsi verso il mercato sempre più esigente, e smaliziato conoscitore delle nuove tendenze, e soprattutto della variegata gamma di proposte in fatto di locali innovativi ed emergenti.

Ma ai Solci, in attesa del nuovo, inteso globalmente, da tempo era venuta l’idea di proporre corsi di degustazione, serate a tema e incontri con i vari produttori.
Questi eventi mirati, con l'apertura del wine bar, si trovano ad essere tra loro sinergici non solo per promuovere ulteriormente il vino, rendendolo più specializzato e convincente, conquistando un pubblico più vasto e di variegate tendenze culturali e di approccio.

«Grazie al locale - ci ripete Piero Solci - abbiamo scoperto un pubblico di giovani fino a poco tempo fa inedito, rappresentato in modo particolare da donne». Molti giovani (considerando quelli dai venti ai trent’anni) non hanno mai oltrepassato la porta di una enoteca, considerata, a torto o a ragione, un luogo elitario, ma disponibili e interessati a scoprire, con apprensiva curiosità, le tante anime del vino.

Il locale offre, soprattutto ai più giovani, alle loro prime emozionanti scoperte, un valido aiuto, rappresentato in sala da Davide Buggini. Con la sua esperienza e la solida preparazione professionale (ha frequentato un corso da sommelier) è preparato e disponibile al momento giusto per suggerire o chiarire, con la competenza e anche tanta signorile umiltà, il sapere sulle caratteristiche del vino o sull’abbinamento ottimale.

Ma è capace anche di trasferire virtualmente al cliente la sua passione, con un meditato approccio comunicazionale. Anche se al Wine Bar Solci’s, il vino è il protagonista, quasi assoluto, tuttavia la carta del food è ampia e fatta di proposte invitanti. Salumi, formaggi in tante versioni e con alcune tipicità, anche rare e quindi preziose che invogliano alla scoperta.

Poi tante insalate, alcuni piati caldi (realizzati da un catering), infine per dessert favolosi dolci firmati da Ernst Knam: Il vino sia chiaro è colonna liquida che emana note di pregevole fattura, che vanno interpretate, e si esaltano, esaltando le razioni di cibo. Sono circa una quarantina le proposte a bicchiere, che si rinnovano ogni 15 giorni.

I prezzi, in questo caso sono diversificati, relativi al tipo del vino, alle specifiche etichette, è chiaro che possono andare da due e fino a 12-15 euro. Anche il cliente abituale ha così la possibilità di elevare il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze sul campo, o meglio nel bicchiere. Il vasto assortimento delle proposte raggiunge le 700 referenze, che si trovano esposte sugli scaffali dell'enoteca. I Solci ci tengono a definire questa, una specie di ‘carta a vista’, che oltre tutto emoziona e rende liberi di scegliere, e conoscere. Fatto importante, specie in un momento in cui la girandola dei nuovi prezzi, spesso assurdi ed esagerati, è che il ricarico è decisamente contenuto, circa cinque euro, indipendentemente dal costo della bottiglia

Può succedere quindi che anche un grande vino, ritenuto inavvicinabile, come ad esempio lo Chateau d’Yquem, diventa in questo caso abbordabile, con in più l’opportunità di degustarlo, accompagnandolo al cibo giusto, per un ottimale matrimonio.
Ad esempio, una composizione di formaggi erborinati, arricchiti da una confettura leggermente piccante, sposata al vino di provenienza francese.
La filosofia dei Solci al Wine Bar di Via Morosini, per essere alla page con le emergenti, e spesso incontrollate mode, si svincola dai condizionamenti forzosi. Sceglie tra le tante proposte di produttori emergenti, sia italiani, sia di fuorivia, che una volta scoperti incantano e fidelizzano anche il cliente-consumatore più esigente e ‘navigato’.
I Solci concentrano la loro attenzione su alcune aziende del Sud, fra queste è possibile scoprire alcune realtà che entusiasmano.

Ci suggeriscono la pugliese Tormaresca, degli Antinori, con un rosso da uve Negroamaro (40%) e Merlot (30%), e altri vitigni, oltre ad uno Chardonnay, da uve vinificate in purezza. Poi la calabrese Librandi con un suo Cirò. Vini solari e fascinosi ma di corpo. «I clienti di oggi - ci suggerisce Piero - cercano impatti gusto-olfattivi importanti, sia nel vino rosso, sia nel bianco». Ma Piero continua nella sua lunga elencazione che trae dai suoi appunti, forse per indurmi a riflettere sulle righe che sembrano ‘regole’ non tratte dalla fantasia estemporanea di un poeta del vino ma calibrate dalla solidità di un esperienza consolidata e affidabile. Quasi una ‘moderna grida’ che suggerisce, ma impone, una scelta tra le variabili possibili, anche in fatto di cultura sul bere moderno o attuale.
Spiega anche il successo di certe ‘tipologie aromatiche altoatesine’ rappresentate nella lista a bicchiere, attualmente di turno al wine bar come il Gewürztraminer della Cantina Produttori di Termeno. Avendo conosciuto l’Enoteca Solci alle sue origini, nei lontani anni settanta, tutto ci sembra straordinariamente nuovo, con la regalità compassata di un luogo che non muta la pelle del suo intelletto, del sapere e soprattutto della umanità che i Solci sanno trasferire attraverso il vino e i suoi coprotagonisti, a tavola o al banco.

Modificata le severità quasi claustrale dell’enoteca, intesa come tempio del vino che custodisce le liquide fatiche dei vignaioli e cantinieri, e che come i luoghi che custodiscono gli incunaboli vergati da studiosi e storici, incutevano rispetto e un silenzioso andare tra i vari scaffali, ad ammirare le opere, racchiuse in preziosi vetri. Ora tutto è reso attuale, in sintonia con il tempo che cambia. Come le funzioni nei templi che ora si fanno teatro anche di musiche, di canzoni, e di parole non solo sussurrate ma cantate, così il Wine Bar trasferisce, ad un livello più terreno la sacra ritualità del bere un grande vino o un vino anche ‘quotidiano’ per comuni mortali.

L’architetto Giorgio Vaglieri ha ricavato dalla struttura preesistente dell’enoteca, ‘rubando qualche spazio logistico, questo nuovo luogo che sta diventando un punto d’incontro per scoprire, conoscere, e prendere confidenza con Sua Maestà: il Vino. «Il lavoro più complesso - continua Piero Solci - ha riguardato tutta l’impiantistica, a cominciare dall’energia, alla climatizzazione o aerazione, che sono stati realizzati a norme.
Il Wine Bar è stato realizzato su due piani. Al pianterreno ospita il banco-bar, e la cucina, se così possiamo definire gli spazi dove si scaldano le portate, come impone la licenza di tipo B.
Nel piano rialzato- soppalcato in legno - sono sistemati pochi tavolini, sempre in legno, per un totale di 20/25 posti. A questi si aggiungono i 30 coperti della sala grande dell’enoteca, che generalmente accolgono i partecipanti dei corsi, e delle serate.

Un ambiente certamente più austero del wine bar ma in questo caso è il vino che governa l’atmosfera, che quindi garantisce piacevoli emozioni. I Solci hanno anche ottenuto il permesso per sistemare qualche tavolo all’esterno, sul fronte stradale, per una ventina di coperti, che saranno utilizzati con la bella stagione.
Non solo un business attuale ed emergente quello dei Wine bar, ma per i Solci una doppia occasione, visto che sta aumentando il aumentando l’impatto sulle vendite del negozio.

Chiaro il messaggio: ogni nuovo cliente del wine bar è potenzialmente un interessante cliente-compratore per l’enoteca. E’ proprio vero, che i Solci da una vita, per più generazioni, si dedicano al vino. Il vino, immagino, gli sarà riconoscente. Potere della passione per il vino, ma non solo, anche lungimiranza sul divenire nel settore dell’ospitalità.