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ASSENZIO: MITO RESUSCITATO

DAI TRIONFI DI PARIGI ALLA SOPPRESSIONE DEL 1915


 Uno spirito si aggira per l’Europa. Tranquilli: è uno spirito innocuo, un po’ nostalgico, che suscita comunque molta curiosità.

Parliamo dell’assenzio, la mitica bevanda alcolica dei poeti decadentisti e dei pittori dell’Impressionismo, che un manipolo di valenti produttori sta riportando sulla cresta dell’onda.

L’assenzio nasce nella seconda metà del XVIII secolo, e diviene popolare soprattutto in Francia dal momento in cui entra ufficialmente a far parte del corredo da viaggio dei soldati dell’esercito transalpino.

 Di ritorno dalle loro spedizioni all’estero, i militari francesi cercano anche in patria l’assenzio (la ’fata verde’, come nel frattempo l’hanno ribattezzato per via del suo colore, dovuto alla macerazione in alcool della pianta Artemisia Absinthium), e ne diffondono così il consumo con grande rapidità.


Verso la fine dell’Ottocento, i maestosi boulevard parigini, all’ora dell’aperitivo, profumano letteralmente di assenzio, e dell’aromatica bevanda alcolica diventano consumatori appassionati molti esponenti dell’intellighenzia francese dell’epoca. Il successo porta però con sé i germi della rovina: l’assenzio della Belle…poque contiene un’elevata quantità di tuione, una sostanza attiva sul sistema neurovegetativo che, oltre certi livelli, può provocare crisi di tipo epilettico e, si dice, con l’assuefazione può condurre alla pazzia.

 Sulla verde bevanda si scatena così una violenta campagna di opinione che, negli anni immediatamente precedenti la Prima Guerra Mondiale, la mette fuorilegge in Francia e negli altri Paesi europei.
Il proibizionismo per l’assenzio dura così per oltre ottant’anni, finché una recente legislazione UE, recepita dalle singole normative nazionali, ne disciplina nuovamente la produzione, e soprattutto pone limiti severissimi e di assoluta sicurezza al contenuto di tuione.
Ecco fatto, la strada è di nuovo aperta per la produzione e il consumo della ’fata verde’. Che ritorna in breve tempo a occupare la scena delle bevande alcoliche, forte com’è della grande suggestione che deriva dal suo passato di prodotto colto e ’maledetto’.
I locali di tendenza di New York, di Londra, naturalmente di Parigi, e ora anche delle principali città italiane, tengono oggi in assortimento e propongono ai loro clienti una o più marche di assenzio. 

C ome degustarlo? Potete apprezzarlo liscio, secondo i canoni classici, oppure come ingrediente di molti fantasiosi cocktail. Potete anche aggiungervi acqua, in ragione di 6-10 parti di acqua per ogni parte di assenzio, così da preparare una rinfrescante bevanda alcolica dal finale piacevolmente amaro.
Oppure, da veri raffinati, potete ricostruire tutto il magico cerimoniale della Parigi di Baudelaire e di Van Gogh: su un bicchiere, contenente un dito di assenzio, ponete l’apposito cucchiaino traforato, sul cucchiaino appoggiate una zolletta di zucchero, sulla zolletta versate lentamente acqua fresca (magari dalla tipica ’fontana’ da tavolo in vetro).

L’acqua scioglierà la zolletta e il tutto andrà ad allungare, e ad addolcire, il verde assenzio sul fondo del bicchiere. Santé!

(Nota della redazione: L'assenzio è ottenuto per macerazione in alcol dell'Artemisia Absinthium, pianta che ha proprietà amaro-toniche, eupeptiche, febrifughe e in misura minore antielmintiche ed emmenagoghe.
Diffusa in Europa, e in parte dell'Asia e Africa Settentrionale.I principi attivi di questa pianta, dal forte odore aromatico, sono contenuti nelle foglie e nelle sommità fiorite
.)

(Parte delle immagini sono tratte dal volume di Marie-Claude Delahaye, di cui si vede in alto foto)