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BIRRA HEINEKEN: OLTRE L'OLANDA

ALLA CONQUISTA DELL'UNIVERSO DOVE SI DEGUSTA BIRRA

Nel Medio Evo, gli attuali Paesi Bassi, così come il vicino Belgio, erano un importante centro di produzione della birra, noto per le numerose fabbriche sparse anche nei paesi più piccoli, che producevano birre scure con fermentazione alta.
Per molta gente, l'emblema della Heineken riassume l'intero mercato della birra olandese. In effetti non esiste probabilmente un altro marchio con un tale livello di penetrazione nel mercato globale quale quello della lager prodotta dalla Heineken, dopo i due giganti americani Anheuser-Busch e Miller, è il più grande produttore di birra esistente.
La Heineken nel 1863, Gerard Adriaan Heineken notò che la birra lager stava diventando più popolare delle birre a fermentazione alta, prodotte nelle tante fabbriche sparse per tutto il Paese.
Con la sua ‘Heineken Lager’ in breve tempo si affermò come uno dei principali produttori di birra del suo Paese. Con una quota di mercato nazionale e una produzione di base ormai consolidate, la strada per avviare l'esportazione in Francia e negli altri paesi europei era ormai tracciata. Anche prima degli anni '20, del secolo successivo, il figlio ed erede di Gerard, Henry Pierre Heineken, decise che il segreto della sopravvivenza e di un'ulteriore crescita era l'espansione verso i mercati extraeuropei.

Nell’aprile del 1933, subito dopo la fine del proibizionismo, la Heineken divenne la prima marca europea importata negli Stati Uniti.
Oggi la Heineken resta la birra più importata negli Stati Uniti e in tutto il mondo.

Del resto, la Heineken osserva con orgoglio di aver esportato più birra di qualsiasi altra singola nazione, pur calcolando numerosi marchi nazionali abbinati. Infatti, in tutto il mondo, operano sotto la sua supervisione poco meno di cento fabbriche, che producono la Heineken e una quantità di altre birre nazionali assai note.
Queste ultime soddisfano la richiesta di circa un terzo dei 150 mercati esteri in cui opera l'azienda.

HEINIKEN ITALIA

Presente in Italia, dagli anni Sessanta, ha preferito rilevare marche di birra già esistenti in Italia. Sotto il controllo di Heineken Italia ci sono alcune aziende come la Dreher di Trieste, la Pedavena di Feltre, la Birra Messina e la Ichnusa, leader in Sardegna.
La celebre Casa olandese non si è limitata ad acquisire il controllo di importanti marchi italiani.
Ha rilevato l'attività che la belga Interbrew aveva svolto in Italia, con alcune marche come Leffe, Stella Artois, Loburg, Jupiter e Hoegaarden. Anche la celebre marca italiana Birra Moretti è passata alla Heineken che è da tempo al centro di una massiccia campagna promozionale. Sono di Heineken alcune celebri marche come Amstel, McFarland e Murphy's.
Iniziamo a presentare la birra ‘simbolo’ internazionale della Casa olandese: la EINEKEN PILSNER PREMIUM QUALITY, una bionda lager, ottenuta a bassa fermentazione. Anticipiamone, anche se in breve, le caratteristiche più salienti. (Vedere scheda completa nella sezione Guide AQL/Birra)
Si tratta di una birra ad elevata bevibilità, che non vuol dire di ‘bassa definizione’, ma una birra che ha pregevoli, equlibrati, riscontri organolettici.
Ha colore chiaro dorato, con schiuma compatta e aderente, aspetto limpido.

Gradazione alcolica 5°. All’olfatto si presenta gradevole con sentore di cereale. Al palato si nota un equilibrato tono amarognolo, che si fa gradevole, supportato da un corpo decisamente rotondo. Insomma, una birra che deve proprio alla sua delicata personalità, che non induce a ripensamenti, il suo successo per più modi e monenti di consumo. Ideale per una rinfrescante, piacevole bevuta, ma si accompagna bene anche con piatti tradizionali che hanno nella birra un partner ideale per un matrimonio di elevata digeribilità e gradevolezza.