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I MERCATI DEL FOOD & BEVERAGE UNIVERSO ANCORA SCONOSCIUTO AI PI

 Ci voleva proprio un imput da una delle riviste più tecniche del settore ICT (Information and  Communication Technology) che si stava preparando a redigere uno speciale sul Food & Beverage , per attizzare  in me una antica passione; quella di ricercatore e comunicatore di dati che riguardavano i settori nei quali sono impegnate le aziende nazionali e internazionali per produrre, marchiare e commercializzare, o per la logistica delle spedizioni e trasporti di tutti i prodotti del mangiare e bere: dalla produzione al consumatore finale attraverso i negozi tradizionali e la grande Distribuzione.

Avendo avuto anche se solo per qualche hanno uno studio di questo settore, e come consulente di agenzie che per i loro clienti cercavano la mia consulenza tecnica, informativa e culturale, per redigere i materiali stampa e di promozione. Ebbi così l’occasione di conoscere  aziende anche a respiro internazionale. La curiosità mi spingeva, oltre la mia prestazione professionale,a ricercare tutto ciò che poteva aumentare le mie conoscenze su produzioni, prodotti e consumi.

 D’altronde venivo da alcune belle esperienze culturali che mi videro impegnato prima a fare il  “prof” per mille alunni per volta, delle scuole elementari,  per i quali ‘gratuitamente’ (d’altronde come è sempre stato nelle mie attività culturali ), per educarli alla conoscenza dei prodotti e dell’alimentazione in generale.

O come la creazione del Primo Centro di educazione alimentare in Italia, da me diretto e realizzato per il Comune di Milano e per la provincia.

Alle ‘lezioni’ o dibattiti (alle quali si iscrissero oltre 980 persone, di tutti i ceti e di variegate culture ) feci intervenire aziende, studiosi, accademici, ricercatori, dietologi, tecnici esperti delle tecnologie alimentari, e anche operatori a qualunque livello del settore del mangiarbere.
 Un successo per il quale Milano, nella persona di un Assessore-Vicesindaco, ufficialmente in rappresentanza del Comune mi diede un riconoscimento al termine della prima Sessione dei corsi, una targa speciale, e con la dicitura scritta anche sul volume: ‘LE PERSONE CHE HANNO  FATTO GRANDE MILANO - “ Aldo Quinto Lazzari che farà grande Milano e soprattutto la farà star bene” (1981)

Molti diranno, specie quelli più acculturati, impegnati nel marketing o nella ricerca presso aziende del settore, forse sapranno  più di me e meglio di me, ma sono sicuro che, almeno alcuni, non sappiano, almeno alla lettera, quante sono le tipologie di prodotti, sia del Food sia del Beverage.

 Per i non ‘sapienti’ prendo spunto da un mio brogliaccio di lavoro per redigere alcuni semplici dati, direi  elementari ma che fanno comprendere, grosso modo, come è variegato il panorama delle varie voci riferite al settore soprattutto del beverage, sia per il consumo domestico, sia per il fuoricasa.

Esistono, infatti, non in un catalogo virtuale ma posizionati nei vari spazi logistici, ad esempio delle realtà Distributive (Dettaglio moderno- GDO, Cash & Carry o Grossiti di bevande in genere) solo per il beverage, migliaia di voci merceologiche, fornite ( e rifornite ) da più fonti o trade o fornitori diretti. Voci merceologiche ad esempio che riguardano le acque minerali con i relativi marchi ( che sono circa 140 tra regionali, nazionali e anche per l'export) con circa 20 classificazioni principali (tipologie) e diversi formati e tipo di contenitori (vetro, Pet, e tetrapack),

 Poi ci  sono varie tipologie di distillati o acquaviti (14) con ben 138 marche; ben 12 tipologie di principali liquori, con circa 80 Marchi. Per quanto concerne il vino sono alcune migliaia le tipologie ( con oltre diecimila etichette ) nei vari formati prodotti o commercializzati da migliaia di aziende considerate più presenti sui mercati regionali, nazionali o internazionali, a vario livello di volumi e valori.

Poi ci sono i soft drink, le birre, le bevande fantasia e tutte quelle che sono presentate, come innovative, a livello nazionale e internazionale. Gestire questi milioni di 'soggetti liquidi'  è un problema poiché sono oltre circa 12.000 milioni di lt di minerali (194 lt pro-capite)  circa 18 milioni di hl d birra (30 lt pro-capite) qualche centinaio di marche e vari formati. Per non parlare delle voci merceologiche e marchi nel settore food, con variegati formati, confezioni, e peso, movimentati da più fonti (origine produzione) verso decine di migliaia di destinazioni rappresentate dalla distribuzione moderna o tradizionale, al consumo domestico, e oltre un  centinaio di migliaia di locali (del settore Horeca e innovativi) come bar, ristoranti, enoteche, birroteche e altre decine di tipologie di locali di consumo.
Cercheremo un po’ alla volta di ‘non dare i numeri con il circa’ ma cercheremo di essere più vicini alla realtà, anche se sarà difficile conoscere esattamente i numeri reali di ogni tipologia di prodotti. Ciò che conta è comprendere che non è facile gestire tutte queste voci merceologiche instradandole dalla produzione al consumatore finale.

A proposito del si dice o si mormora, i dati esatti sui consumi sono sempre approssimativi, un po’ come i sondaggi in vista delle elezioni.

Al mio paese c’era un certo ‘Ntognu’ che aveva qualche due o tre pecore smilze nella sua capanna, e a volte si vantava di averne oltre cento, altre diceva, per far la parte del bravo a mungere latte dalle pecore: “Pensate che da quelle tre o quattro pecore che tengo, ho fatto quaranta litri de latte’. Un’esagerazione stratosferica…ma si sa come vanno le cose; ognuno dice i numeri secondo le proprie convenienze, ci sono quelli che abboccano e ne tengono conto.
D’ora i poi, in una sezione delle produzioni e consumi, del nostro media OIFB, cercheremo di svelare qualche numero, anche a proposito di come vanno le vendite all’estero o in Italia, perché i numeri che si leggono o che indicano gli interessati, non sempre ‘quadrano’…tra loro.
Un po’ alla volta, informeremo tutti i nostri 11 target di lettori-visitatori, per ciò che ‘incontreremo’ nei nostri ‘viaggi alla scoperta delle cose che non ci quadrano, soprattutto attraverso BORSASPESA che riprenderà tra poco il suo viaggio tradizionale, dopo il blocco forzato,causato dalla ristrutturazione dei nostri media. con la creazione dell’OIFB DATA CENTER di Panamà City.