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LA DIFFICILE SITUAZIONE DEL PARMIGIANO REGGIANO

FEDAGRI-CONFCOOPERATIVE  CONFERMA LA NECESSITÀ DI PROCEDERE NELLE INTEGRAZIONI E NELL’INTERNAZIONALIZZAZIONE

“L’attuale momento di grave difficoltà vissuto da allevatori e caseifici del comprensorio del Parmigiano Reggiano va senz’altro affrontato con misure urgenti di rapida e pronta attuazione, ma ancor di più necessita di innovazioni strutturali che garantiscano un futuro al comparto nel medio-lungo periodo”.

 Il Presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, commenta così la richiesta di dichiarare lo stato di crisi per il prestigioso formaggio, avanzata nei giorni scorsi dall’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna Tiberio Rabboni.
“La gravità della situazione – prosegue Bruni – conferma sempre più l’urgenza di procedere ad una maggior integrazione dei momenti produttivi e commerciali, attraverso la quale aumentare la capacità competitiva nei confronti della distribuzione organizzata e facilitare la possibilità di esportare il Parmigiano Reggiano nei Paesi terzi. L’internazionalizzazione, e non altro, rappresenta l’unica vera soluzione per risolvere i problemi degli allevatori e dei caseifici del comprensorio”.

“Mercoledì prossimo, in occasione dell’incontro al Ministero delle Politiche Agricole, chiederemo altresì a Zaia – aggiunge Tommaso Mario Abrate, Presidente del Settore lattiero-caseario di Fedagri – di sostenere la proposta da noi avanzata a Bruxelles di confermare la programmazione produttiva del formaggio in capo al Consorzio di Tutela, nonché, in ambito di health check della PAC, di mantenere l’aiuto all’ammasso privato delle nostre produzioni casearie.

IL PUNTO DI AQL

Forse sono il meno indicato a parlare del Parmigiano Reggiano, il vero 'RE' del 'caseum' che i buongustai ospiti di Trimalcione, avrebbero voluto 'incontrarlo' sulle tavole ricche, opulenti, ma private di questa delizia di più recente scoperta, rispetto al 'caseum sabinum'. Forse lo stesso Terenzio Varrone, sabino come me, ne avrebbe voluto scriverne e farne un tomo ad uso e consumo dei gourmet del tempo. Io ‘modesta penna sabina’ pur avendo girato il mondo per scriverne pensando al cibo dell’uomo appartenente alle varie etnie, fui gratificato per almeno una decina di volte ospiti dei ‘maghi’ del Parmigiano Reggiano tanto da scriverne fogli e fogli da tramandare ai miei eredi, a che conoscessero l’amore che avevo per questa meraviglia del gusto, che intriga i sensi tutti, anche se è il palato che rimane stregato da quel sensuale piacere che coinvolge per non farsi dimenticare. Non esiste al mondo piacevolezza più ‘coinvolgente’ tanto che basta una leggera spruzzata, che tiene testa  con almeno una ventina di piatti, che mi hanno tentato nel mio ricercare il massimo con un matrimonio con questo tesoro di regale ‘caseum’ dedicato agli dei del Parnaso di oggi, sopravvissuti  al tempo del calendario e delle leggende. Nella foto sopra, ci sono amici allevatori, mungitori, casari, ed io felice di essere stato ospite, insieme al mio ‘branco’ di fedeli che approdarono al cenacolo da me creato per deliziare i neofiti.  C’erano, in quella stupenda  giornata di festa, alcuni maestri di questo miracolo della natura, "che ha patria eletta nei territori codificati e che nessuno può imitare; né altra terra può ospitare i pascoli che donano tagli di sapido fieno per nutrire le  mandrie che pascolano solo nelle stagioni giuste" per regalare agli uomini esigenti e colti questa splendida razione che soddisfa i sensi e rallegra lo spirito, attizzando speranze per tante stagioni di materiale felicità in terra.

Noi dell’Osservatorio, non facciamo che augurare ogni bene materiale a coloro che sono protagonisti 'fattori' di questo nostro tesoro che deve essere salvaguardato, non certo dall’estinzione, né dalla dimenticanza, ma da ogni trascuratezza anche veniale, perché come una pagana deità del piacere merita il rispetto e l’attenzione non solo dei fedelissimi degustatori, ma  anche degli addetti, che governano, avendone il potere’, la giustezza di ogni supporto a che il Parmigiano Reggiano non veda affievolita la sua gloria e fama. Ma è imporante che vi sia anche il tornare dei conti…."alla fin della Fiera” per coloro che spendono gran parte delle loro stagioni di vita per governare le fasi di lavorazione di questo nobile prodotto, celebre e celebrato, orgoglio del Made in Italy, non sfiorato dalla presuntuosa dieta mediterranea che con il Reggiano non c'entra proprio. Lui, il re dei formaggi, non ha bisogno d'inventare apparentamenti, è grande per suo conto, e ne ha ben donde.