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FEDAGRI

 ETICHETTATURA OLIO D’OLIVA: SODDISFAZIONE DI BRUNI (FEDAGRI) PER APPROVAZIONE REGOLAMENTO UE
“Siamo soddisfatti dell’approvazione definitiva del nuovo regolamento che prevede l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine della materia prima dell’olio anche a livello comunitario, poiché esso recepisce i contenuti sostanziali del decreto nazionale sull’origine obbligatoria degli olii extravergini e vergini di oliva, in difesa della qualità e della trasparenza per il consumatore”.
Così il presidente di Fedagri-Confcooperative Paolo Bruni commentando l’approvazione da parte del Comitato di gestione olio di oliva dell’UE del nuovo Regolamento Comunitario di modifica del 1019/02.
(Nella foto, da sin. il Presidente Bruni e il Ministro Zaia)
“Va dato atto al Ministro – prosegue Bruni – dell’impegno profuso per il raggiungimento dell’obiettivo. Auspichiamo, tuttavia, di poter intervenire anche in materia di regole per la produzione e commercializzazione delle miscele di olii di oliva e di altri olii vegetali.

 Oggi in Italia vige infatti il divieto di produzione delle miscele, mentre a termini di regolamento è possibile commercializzare miscele di olii d’oliva prodotti in altri paesi”.






















QUOTE LATTE, BRUNI (FEDAGRI): “APPREZZIAMO LO SFORZO DEL MINISTRO ZAIA PER NORMALIZZARE IL SETTORE, MA ORA OCCORRONO REGOLE E TEMPI CERTI E TUTELA DEI PRODUTTORI RISPETTOSI DELLA LEGGE”

Abrate, Presidente settore: “Alcuni punti possono essere migliorati per garantire una situazione trasparente”
 -  “Siamo consapevoli che per regolarizzare il settore sia stato necessario un compromesso, che in quanto tale non può soddisfare tutte le parti. Quello che auspichiamo è che il Ministro Zaia - del quale apprezziamo lo sforzo fin qui compiuto per normalizzare il settore - si faccia garante di regole e tempi certi e che tuteli i produttori che hanno rispettato la legge”.
Questo il commento di Paolo Bruni, presidente di Fedagri-Confcooperative in merito al decreto legge sulle quote latte presentato oggi durante il Consiglio dei ministri.
“Rispetto ai contenuti del Decreto – spiega Mario Abrate, presidente del Settore lattiero di Fedagri – alcuni punti importanti possono essere migliorati in sede di conversione: in primo luogo, la rinuncia preventiva da parte dei produttori non in regola a tutti i contenziosi (nessuno escluso) per aver assegnate le quote; tempi più brevi per l’istruttoria delle domande di rateizzazione, per limitare ogni transitorietà alla sola campagna 2009-10; una congrua assegnazione di quote per i produttori rispettosi delle normative, insieme alla certezza sulle risorse previste e sui tempi di erogazione”.
“Considerati i tempi brevi a disposizione e l’estrema delicatezza del problema, auspichiamo – prosegue Abrate – che il Parlamento, tenendo anche conto delle proposte delle Regioni, apporti al testo del Decreto opportuni miglioramenti che mirino a garantire una situazione di competizione finalmente trasparente, garantita dagli organi preposti”.

QUOTE LATTE, FEDAGRI: MODIFICA SOSTANZIALE AL DECRETO E CONVERSIONE PRIMA DELL’INIZIO DELLA NUOVA CAMPAGNA

“Un decreto che presenta molte e sostanziali questioni da risolvere prima della conversione in legge”. Questo il commento del  presidente del settore lattiero-caseario Fedagri-Confcooperative Mario Abrate alla lettura del Decreto legge sulle quote latte pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
“Per noi l’equità – commenta Abrate –  resta una condizione imprescindibile ed è per questo che Fedagri-Confcooperative si adopererà perché il Parlamento modifichi il Decreto prima dell’inizio della nuova campagna”.
“Non comprendiamo inoltre –  prosegue –  l’esigenza di nominare un Commissario con poteri operativi discrezionali, così ampi e delicati, che finora venivano gestiti dalle Regioni e dall’AGEA”.
Queste le modifiche che la cooperazione lattiero-casearia di Fedagri propone di apportare al Decreto:
1. rinuncia preventiva a tutti i contenziosi per poter ricevere le nuove assegnazioni;
2. fissazione esplicita del termine del 15 dicembre 2009 per il versamento della prima rata;
3. immediato ritiro della quota e confluenza nella riserva nazionale per i produttori che non effettuano il versamento mensile, con conseguente perdita del diritto a rateizzare le multe pregresse;
4. precedenza ai produttori che hanno affittato le quote rispetto agli splafonatori nei criteri di priorità previsti per la distribuzione delle quote;
5. inclusione nelle assegnazioni di coloro che hanno sforato fino al 5%;
6. certezza che le misure transitorie siano limitate alla sola campagna 2009-10;
7. risorse certe e adeguate per sostenere le aziende rispettose della legge 119, e non altre.

“Stiamo valutando – conclude Abrate –  le iniziative opportune per tutelate i produttori e sosterremo nei prossimi giorni tutte le mobilitazioni che essi attueranno insieme alle loro organizzazioni agricole”.