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PATATINE FRITTE: ATTO SECONDO

‘Punto e contropunto’
di Richard Parker

Voglio accennare alla mia passione per le patate, dopo aver accennato alle peculiarità della patata olandese, e nello specifico di quelle proposte da Lamb Weston. Ritengo personalmente una intelligente soluzione da offrire ai clienti-consumatori che frequentano il vostro locale, sia esso un bar o una mescita che ospita clienti per la pausa pranzo, o locali della ristorazione tradizionale o i classici pub o birrerie. Luoghi e momenti di consumo per un mangiare gustoso, veloce ma gratificante. Le patatine, se di ottima qualità, sono un ingrediente decisamente invitante per far compagnia ad un secondo piatto o consumate lisce con un’aggiunta meditata di qualche salsa che esalta e si esalta a contatto con le croccanti patatine di qualunque forma.
Non ho dovuto attendere che i ‘fast food’ portassero anche in Italia, questo gustoso alimento, tanto povero, tanto gradito al palato delle umane genti, per ritenermi un privilegiato consumatore di patata che anche in privato riesco a trasformare in decine e decine di soluzioni gastronomiche. Avevo avuto il primo contatto ‘amoroso’ con gustose razioni di patatine, nella mia prima permanenza negli Usa, e in seguito nella parte Nord dell’Inghilterra, a Leeds, dove un nostro parente gestiva un frequentatissimo locale nel quale vendeva ‘cartocciate’ di ‘Fish and Chips’, caldi e croccanti tanto da farmi dimenticare la mia passione per la pasta. Forse era anche la compagnia di rinfrescanti birre lager, o alcuni Stout, che consumavo copiosamente per dissetarmi ma soprattutto per un palesato piacere di bere la birra in quanto tale, senza tradire la mia amicizia e propensione verso i grandi vini o i beverini vinelli in tempo di calura. Ho letto tanto sulle patate, saggi e vere e proprie trattazioni scientifiche e socioeconomiche ma il colpo di fulmine fu proprio quando m’imbattei in due delle opere di Redeliff Nathan Salaman. ‘The influence of the potato on the course Irish History’, scritto nel 1944, e il più recente''The History and Social Influence of the Potato'; dal quale traggo il pezzo sottostante.
Solo alcuni paragrafi tra le tante pagine del Capitolo VIII dell’Opera, per cercare di far capire l’internazionalità, o meglio la multietnicità della patata; povera, amata, e odiata per via dei consumi monotematici, come era stato per il mais tra le popolazioni più povere. Per merito di chi ha saputo farne un moderna, invitante razione gustosa e intrigante, la patata sta diventando un elemento anche della cucina raffinata ed esigente.

«Col passare degli anni, la bilancia della popolarità cominciò a pendere dalla parte della Solanum tuberosum che gradualmente finì col monopolizzare il termine pomme de terre. Contemporaneamente scivolarono nell'oblio i termini meno noti di poire de terre, poirette, pomette. La Solanum tuberosum aveva acquisito e monopolizzato un altro sinonimo e, così facendo, aveva fatto aumentare la confusione già esistente tra coloro che non avevano né necessità né desiderio di consumare il nuovo prodotto.
Nel suo scritto del 1697 sull'Irlanda, Misson racconta che i suoi abitanti «sono poderosi consumatori di patate e...] una mela di terra, una specie di topinambour». E, ancora nel 1826, il Dictionnaire des Sciences Naturelles sotto la voce pomme de terre riporta sia Helianthus tuberosus che Solanum tuberosum.
Nel 1777 Engel scrisse un commento scherzoso sulla confusione di nomi che stava accompagnando il progresso della patata e la illustra con le avventure di un carico di tuberi partiti dall'Irlanda alla volta di Lione e poi del suo orto: dopo aver lasciato l'Irlanda come potatoes, erano giunti a Bordeaux come patatas; erano quindi ripartiti come truffes rouges o truffes blanches e - raggiunta la dogana di Lione erano stati registrati come truffes sèches e sottoposti a dazio; durante il tragitto tra la dogana e l'orto erano stati ribattezzati truffières, ma lui stesso insisteva per chiamarli pommes de terre.
Il termine tedesco erdappel ha conservato il nuovo significato. In Olanda si è trasformato in aardappel, sempre per indicare la Solanum tuberosum; alcuni suoi derivati si incontrano un po' in tutto l'Estremo oriente dove l'Olanda ha esercitato una notevole influenza. Così in Malesia e a Ceylon troviamo aartappel e nella lingua ainu appura. In altre zone è stata adottata una forma tradotta: così in Persia la Solanum tuberosum è chiamata col nome di sibi-i-Zamini (mela di terra); lo stesso avviene in Transilvania dove è conosciuta come mere de parmint (mere deriva da malum, mela, e parmint significa terra). Anche in Finlandia viene indicata come mela di terra, maaomena, e così in ceco, polacco e ucraino dove diventa rispettivamente zamnack, zemniak e zemnyak. La Grecia moderna segue la stessa tradizione con geomelon.
È stato detto più sopra che i termini birne e poire (pera) erano stati adottati per indicare l'Helianthus tuberosus: il primo esiste ancora, ma nel XVIII secolo venne trasferito alla Solanum tuberosum. In Germania lo troviamo come grundbirne e in forme dialettali come grummbire; in Baviera diventa krumbeer e a Kärnten, in Carinzia, gruntpirn, grumper e krumpir.
Grundbirne come sinonimo di Solanum tuberosum non si è limitato a stanziarsi in Germania e in Austria, ma ha varcato le frontiere e si è diffuso lungo il Danubio e nei Balcani. In bulgaro appare come krumpir e gombiri con la forma plurale gombelki; in serbo diventa krompir e krumpir; in sloveno krompir; in ceco krumpir e kruriple; in moravo grumbir; in slovacco krumpta'; in polacco kompery, kumpery, krompele, kraple; in lituano klumberis; in ungherese krumpli e in rumeno crumpira, crumpena e grumciri».
Varrebbe la pena di leggerlo tutto questo affascinante viaggio letterario sulla storia della patata, per apprezzarla un po’ di più, fino ad amarla come nel caso delle variegate e gustose razioni di patatine, firmate Lamb Weston.

Punti di forza dei MUNCHER di LAMB WESTON
1) Eccellenti stuzzichini a forma di peperone, da mangiare anche con le mani
2) Ottimo prezzo con grande margine di profitto
3) Facili e rapidi da preparare
4) Consistenza croccante e deliziosa
5) Sapori che fanno venire l’acquolina in bocca
6) Polpettine divertenti da mangiare in un solo boccone
7) Rimangono caldi e croccanti a lungo
8) Basso costo di manodopera
9) Controllo accurato delle porzioni

Aggiungo io: ideali per essere partner gustosi e invitanti per bere birra, vino e anche bevande soft.