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CALICI PER IL 'BERE ALTO' A TAVOLA O AL BANCO BAR

UNA QUESTIONE DI TRASPARENZA: CALICI PER IL BERE ALTO

In tempi recenti, calici e i bicchieri in generale, hanno innovato più di ogni altro elemento per la tavola, o per il banco mescita, affidandosi ad una avveniristica tecnologia industriale e in parte con interventi 'artigianali'.


Fragile e duro, trasparente oppure opaco, il vetro come materia prima di variegate qualità, condizionato dall'uomo che lo fabbrica, facendone un manufatto di estrema utilità, prende forma e diventa espressione di un arte che risponde sempre più a specifiche esigenze d'uso. Un’azienda tedesca,leader nella fabbricazione di bicchieri per bere e degustare la birra, ha deciso di affrontare con la competenza produttiva che le è congeniale, il settore dei calici e bicchieri per l'altro tipo di 'beverage', ovvero per vino, liquori e distillati.
Prima ancora di sentire dalla viva voce del management, che importa e distribuisce, in esclusiva i prodotti della casa madre tedesca, desideriamo affrontare in breve, il problema dei calici per il mondo dell'ospitalità, nei suoi vari segmenti a partire dall'alta ristorazione, ristorazione commerciale in generale, mescite specializzate, bar mescita, oltre ai locali emergenti o innovativi, nei quali il vino e distillati hanno un ruolo importante.
Ne è passato di tempo da quando il vetro, pur con una certa presunzione artistica, non aveva, né poteva avere, i requisiti che oggi sono elementi determinanti per considerarlo, fragile e duro, resistente e delicato, e nello stesso tempo, trasparentissimo e leggero, con forme e misure, che rispondono appieno alle esigenze, del 'bevitore' o degustatore attuale, che spesso oltre al contenuto si interessa, per sentirsi gratificato al massimo, al contenitore.
Dobbiamo riconoscere che i pionieri, recenti rispetto alla scoperta leggendaria del vetro 'fenicio', furono i primi a dettare regole e a marchiare il proprio manufatto, per garantire oltre alla qualità la durata nel tempo, visto che già nel 1664, George Ravencroft, titolare di una vetreria a Londra, brevettò il suo «particolare vetro cristallino ( per bottiglie calici) somigliante al cristallo di rocca, non prodotto, né mai usato fino a qual tempo nel Regno». Vetro che aveva, come ci ricordano i cronisti del tempo «la caratteristica di rifrangere la luce, che gli conferisce una sorta di fuco dentro» e che aveva anche il compito di esaltarsi ed esaltare la bevanda contenuta.

Nel costume, o meglio nella tradizione di casa nostra, nei locali in generale, ristoranti o mescite, oltre alla improvvida frase del cameriere che si rivolgeva ai clienti appena seduti: «bianco o rosso signore?», il posto a tavola era contrassegnato da due oggetti di vetro scadente, bicchiere da acqua e da vino, di 'miserrima' forma. Vetri o bicchieri che dovevano solo servire per
contenere, senza emozionare né esaltare ciò che si degustava e consumava. Il mutamento è avvenuto se non si colpo, certamente si è consolidato in questi ultimi anni, affermando uno stile, che coinvolge quasi tutti i locali dove si beve qualcosa, dalla tavola di un ristorante, o dal banco mescita o tavolino di un bar o un locale di altri tipo.
Merito certamente di chi ha speso parole e suggerimenti per cercare di elevare il livello culturale della varie professioni degli addetti ai lavori, titolari o personale dell'esercizio.
Non possiamo non ricordare i meriti di alcuni grandi produttori di vino e di altre bevande alcoliche, come liquori e distillati, di aver promosso l'immagine del prodotto, soprattutto vino, abbinandolo a calici di forme e materiali sempre più sofisticati. Oggi anche il locale meno pretenzioso, anche se esistono ancora sacche di scarsa professionalità, si fa premura di proporre il calice giusto, adatto per ogni specifico tipo di beverage. Ma la parte più importante dobbiamo per correttezza assegnarla alle aziende vetrarie e ai distributori di calici e bicchieri, compresi gli accessori , come le caraffe o i
decanter, che si sono attivati dando origine ad una nuova era del vetro moderno.
Funzionali, pratici, di facile manualità, coinvolgenti e preziosi nella loro 'trasparente e luminosa semplicità' che sta raggiungendo specie in alcune linee di calici, come quelli definiti 'da degustazione' una perfezione dell'insieme formato da coppa, stelo e base di appoggio, ma anche per la diversa concezione del ruolo che deve svolgere il contenitore nei riguardi della bevanda che ospita nella sua coppa. Bicchieri che per merito di designer e delle avanzate tecnologie produttive, privati di inutili orpelli, cari agli artisti dei secoli passati, stanno rivelandosi veri e propri capolavori che si lasciano accarezzare, prendere in mano con religioso atteggiamento, quasi che il bicchiere o calice, più di quello che contiene, è fonte di emozioni. In realtà non sarebbe esatto visto che il vetro contenitore si esalta esaltando proprio il vino, il distillato o il liquore, fino ad idealizzarli come fossero un paradisiaca razione riservata agli dei del Parnaso.